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La cottura della carne: segreti e consigli

BISTECCA
Con questa denominazione si intende comunemente una fetta di carne tagliata molto spessa (minimo due dita), dal controfiletto con il filetto attaccato. Il peso varia solitamente da 600 a 1.000 grammi, cotta rigorosamente al sangue. Per far si che la bistecca rimanga tenera anche dopo la cottura: bisogna spennellare la superficie con olio e lasciar riposare la carne fuori dal frigo per 1 o 2 ore, metterla a cuocere sulla gratella bollente evitando di pungerla. Salarla solo dopo la formazione della crosta. Cottura “blu”, cioè una cottura rapida di 30 secondi per lato. Cottura al “sangue” cioè 2 minuti per lato.


LO STUFATO
Piatto caratterizzato dalla “cottura mista”. Cioè una rosolatura iniziale che trattiene i succhi nutritivi all’interno della carne. Mentre il prolungamento della cottura porta, in seguito, una parte di essi alla migrazione nel liquido usato per la bagnatura, come vino, brodo, insaporendolo maggiormente.

OSSOBUCO
La loro preparazione richiede una certa attenzione sia per gli ingredienti che per la cottura, notoriamente lenta, ma il risultato è davvero ottimo. La carne infatti risulta tenerissima.

SPEZZATINO
I tagli di carne per la preparazione dello spezzatino sono diversi. In tal caso si possono tralasciare i tagli teneri, non adatti ad una cottura prolungata, a favore di alcuni come la polpa di spalla, girello di spalla, collo, reale e la pancia.
Determinante per la riuscita del piatto risulta essere la cottura, che deve cominciare con una rosolatura a fuoco vivo dei pezzi di carne in modo che prendano colore e che si formi una leggera patina che favorisce la coagulazione dei succhi, per poi proseguire a fiamma bassissima e a tegame coperto per almeno 1 ora e mezza. Si consiglia di tagliarla a cubetti di 3, 4 cm per lato, farli cuocere molto a lungo e non pungerli per verificare il grado di cottura onde evitare la fuoriuscita dei succhi.

BOLLITO
Significa cuocere un alimento in un liquido bollente, naturale o salato. Si deve controllare attentamente l’ebollizione, in eccesso o in difetto danneggia la preparazione. Rispettare questo processo permette di avere una carne tenera, che mantenga i suoi succhi nutritivi ed il suo tipico sapore. A contatto con il liquido bollente la carne chiude immediatamente i pori. In questo modo conserva i succhi all’interno, fino a completa cottura. Per la preparazione di un buon brodo è opportuno mettere la carne in acqua fredda scaldandola gradatamente. I tali migliori: muscolo posteriore, sottospalla,, polpa di spalla, petto, collo e muscolo anteriore (quest’ultimo esclusivamente per brodo).

ARROSTO
Fondamentale è proporzionare il calore alla natura e grandezza del pezzo di carne. Si procede esponendo la carne ad un calore fortissimo. In questo modo si forma velocemente uno strato superficiale rosolato che trattiene all’interno i succi della carne. Il grado di calore deve poi diminuire per essere poi mantenuto costante sino a che la carne, cosparsa con frequenza con grasso perché non si secchi, arrivi al punto giusto di cottura. Mai pungere la carne durante la cottura, ma solo verso la fine. La carne è cotta quando punta emette qualche goccia di sangue pallido. Un pezzo arrostito al forno non deve mai essere a contatto con il fondo della teglia dove si trova il grasso ed il succo che esce durante la cottura. L’ideale è mettere la carne su una gratella all’interno della teglia. Il sugo si ottiene declassando mediante uso di acqua o brodo leggero e facendolo ridurre con fuoco moderato. Tagli adatti: fesa, noce, girello, muscolo posteriore, fesone di spalla, girello di spalla.

BRASATO
Per brasare un piatto di carne lo si deve cuocere lentamente in un recipiente chiuso a tenuta d’aria, senza alcuna evaporazione. I tagli migliori: campanello e taglio reale.

Garda Colline
Vini e dei Sapori del Garda