I segreti della carne
Generalmente, la carne bovina si divide in due grandi
categorie: rossa e bianca.
Per carne rossa si
intende quella di animali
adulti: vitellone, manzo, vacca e toro.
Per carne
bianca si intende
quella di vitello, la cui alimentazione è basata esclusivamente
sul
latte.
Il vitellone possiede la carne più succulenta, fortificante
e
nutriente. La carne migliore del vitellone si
riconosce dal colore
rosso vivo, dalla grana serrata, consistente,
contemporaneamente soda
ed elastica al tocco, dai piccoli filetti di
grasso che solcano la
massa muscolare e dallo spessore esteriore del
grasso, di colore bianco
o giallo chiaro, che ricopre la superficie della
schiena e dei lombi.
Queste sono qualità che derivano dalla razza dell’animale
e dal regime
alimentare durante il periodo di ingrassamento.
La carne del toro giovane è simile a quella della vacca (grana più fine
del vitellone e
colore meno vivo). Generalmente, le carni rosse
appena macellate
risultano dure alla cottura e sensibilmente acide.
Necessitano quindi
di un periodo di risposo che assicurerà una tenerezza
più o meno
accentuata a seconda del tempo e della temperatura
utilizzati allo
scopo. In questo periodo chiamato “frollatura o stagionatura”,
la carne
si ammorbidisce diventando più saporita.
Per ottenere carni di pregio che hanno acquisito la pienezza delle sue qualità, serve
un periodo di
frollatura di 10/14 giorni. Volendo invece, applicare
processi di
frollatura più prolungati, bisogna disporre di carne di
alta qualità
bene protetta da grasso di copertura, con attenti
processi di
conservazione.
La tenerezza intesa come consistenza alla masticazione è determinata
dall’elemento genetico e dal rapporto
tra l’età dell’
animale e la maturazione delle carni.
La sapidità è data
dalla
combinazione dei fattori genetico e alimentari.
Sul colore, invece, incide l’età dell’animale,
l’alimentazione
e la frollatura.
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